Movie Star Junkies

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I Movie Star Junkies è come fossero degli sciamani pagani in uno scenario post-post moderno infestato da cupidigia e uniformità, un mondo totalmente mancante di visioni selvagge e bellezza.

Dopo i due acclamati album per la svizzera Voodoo Rhythm Records, una dozzina tra singoli ed EP, e svariati tour in Europa e negli Usa il quintetto Torinese presenta Son of the dust.

Fin dalla prima traccia “These woods have ears” si avverte che la band ha cercato efficacemente di presentare qualcosa di nuovo ed evoluto. Il sound si scosta dall‘irruenza caotica e rumorosa dei loro primi lavori evolvendosi in un suono che ha come punti di riferimento il songwriting intenso, cupo e toccante di cantautori come Nick Cave, Leonard Cohen e Neil Young, le metriche tipiche delle “murder ballads” e ritmiche incalzanti che mai prima d‘ora avevano strizzato l‘occhio a certe sonorità della black music. Un lungo racconto dalle tinte faulkneriane in cui le vicende dei personaggi sono declinate in dieci brani; un viaggio attraverso riti ancestrali e superstizioni religiose.

Dischi di questo genere sono come film musicali della mente, dischi che l‘ascoltatore deve decifrare e fare propri. Son of the dust dei Movie Star Junkies è né più e né meno una continuazione musicale della ricerca di William Faulkner sulla beatitudine trascendentale.

Dall’uscita del disco proseguono inarrestabili i loro concerti in Italia e nel resto del mondo.

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